Imposte sugli immobili, proposte di modifica per favorire la ripresa

Fimaa – Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia – in audizione alla 10ª Commissione del Senato (Industria, commercio, turismo) ha presentato le sue proposte per favorire la ripresa del settore. Per la Federazione, che rappresenta gli agenti immobiliari e conta oltre 12.500 imprese associate, occorre dar vita ad una riforma fiscale strutturale in grado di riattivare il comparto e il suo indotto, partendo dalla riduzione delle imposte sulle compravendite degli immobili, con ritorni positivi per l’occupazione e l’economia del Paese.

Per riavviare il settore è necessario 1. equiparare l’imposta di registro dovuta per l’acquisto della seconda casa (9%) a quella dovuta per l’acquisto della prima casa (2%). Ciò permetterebbe di dare ossigeno al mercato delle seconde case, correlato al comparto turistico. L’esigenza di un rinnovato slancio verso questo settore, soggetto a stagnazione per gli alti costi fiscali relativi ai trasferimenti di proprietà, è avvertita sia dai cittadini che dalle imprese e, in particolar modo, dagli operatori del comparto. Soprattutto nella fase attuale dove sarebbe auspicabile invogliare gli italiani a trascorrere le vacanze nel Belpaese, contribuendo così anche alla ripresa dei consumi. Il gettito in termini di imposte sarebbe garantito dal maggior numero di scambi. Inoltre, verrebbe alimentato anche l’indotto delle ristrutturazioni e degli interventi di efficientamento energetico. Con quasi l’80% di famiglie italiane proprietarie di una abitazione è fondamentale contenere le imposte conseguenti al mercato di scambio, costituito per la maggioranza da immobili che necessitano di interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica. Interventi che investono artigiani ed imprese e che alimentano nuovi posti di lavoro. 

2. Una riduzione delle aliquote faciliterebbe anche le permute immobiliari coinvolgendo le imprese di costruzione ad acquistare per rigenerare e riqualificare gli immobili permutati che sarebbero poi reintrodotti nel mercato, generando un circolo virtuoso tanto per la riqualifica del patrimonio edilizio quanto per l’efficientamento energetico. Fimaa ritiene che, nei casi di permuta di abitazioni tra privati ed imprese di costruzione, la cessione dell’immobile ristrutturato o di nuova costruzione da parte dell’impresa debba avvenire sempre in regime di esenzione Iva, con l’applicazione delle imposte di registro pari al 2% e in misura fissa per quelle ipotecarie e catastali.

3. Bisogna dare la possibilità per chi affitta (locatore) di optare per il trattamento fiscale di cedolare secca per gli immobili ad uso ufficio e studi privati, negozi e botteghe, magazzini e locali di deposito, laboratori per arti e mestieri, alberghi e pensioni, sia per quanto riguarda i nuovi contratti di locazione sia per quelli da rinnovare, a condizione che il nuovo contratto preveda una riduzione del canone annuo rispetto al precedente.

Inoltre, occorre rinnovare 4. il beneficio del credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali estendendo le agevolazioni pure per gli immobili (strumentali) di nuova costruzione (capannoni, negozi, ecc.), ricomprendendo anche quelli che saranno coinvolti da progetti di ristrutturazione. 

Condividi l'articolo sui tuoi social
Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp

Hai un immobile da valorizzare o una scelta importante da prendere? Parliamone.

Notizie recenti

Immobile donato, quali rischi ci sono in ottica di vendita futura?

La donazione viene spesso scelta come forma di trasferimento immobiliare, in quanto presenta...
Continua a leggere

Cambiare casa, conviene comprare il nuovo o da ristrutturare?

Secondo fonti della FIMAA, nel 2023, solo il 2% degli Agenti Immobiliari ha venduto case nuove. Il...
Continua a leggere

L’agenzia immobiliare si occupa solo di compravendite? Non solo!

Siamo abituati a sentir parlare di Agenzie Immobiliari solo nel momento in cui abbiamo necessità...
Continua a leggere

Confronta Strutture

Confronta